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Musei Civici Veneziani
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La Sala della Musica
Nella dorata e preziosa Sala della Musica, innumerevoli affreschi attribuiti a Gaspare Diziani rivestono completamente le pareti e il soffitto. Nell’opera principale appare, entro una finta balaustra, l’immagine di Apollo sul carro del sole e circondato dagli altri dei dell’Olimpo che fa precipitare i vizi capitali. Lungo le pareti sono collocate, entro finte nicchie, le figure monocrome di Minerva, Nettuno, Cibele, Marte, Venere, Mercurio, Giunone e Giove.
Le differenze stilistiche che non sfuggono all’occhio dell’osservatore attento testimoniano il contributo di artisti minori, seppur sia riconoscibile la mano di Diziani nelle figure di Venere e Minerva.
Ancora oggi, grazie all’acustica perfetta, la musica sempre presente in questa sala sa essere davvero avvolgente: semplicemente sfiorando la tastiera del pianoforte e accennando qualche nota, come per incanto le figure degli affreschi sembrano prender vita.
Dal soffitto scendono splendidi lampadari in preziosa foglia d’oro, mentre sul pavimento campeggia grandioso lo stemma araldico della casata dei Sagredo.
Tra gli affreschi di una delle pareti è mimetizzata la porta del passaggio segreto che saliva all’allora “Casino Sagredo”. Di qui potevano passare le favorite, durante le feste da ballo, per raggiungere discretamente l’alcova del padrone di casa.

Gaspare Diziani (Belluno 1689 – Venezia 1767)
Rinomato pittore e incisore, fu allievo di Gregorio Lazzarini e di Sebastiano Ricci. La notorietà acquisita con la pittura scenografica teatrale nel 1717 lo condusse a Dresda,  alla corte di Augusto III di Sassonia. Nel 1720, rientrato a Venezia, godette di un felice momento pittorico. Si spostò in diverse città del veneto impegnandosi nella realizzazione di paesaggi e ritratti storici e nella pittura religiosa. La sua arte lo rese fulmineo e vivo nei bozzetti, straordinario nei disegni, dolce e semplice nelle raffigurazioni di putti e angeli. Nel 1766 venne eletto alla presidenza dell’Accademia di Pittura di Venezia, ma non riuscì a concludere il suo mandato: morì infatti in piazza San Marco a Venezia nel 1767.
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