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Il Portego
Il Portego è l’ampio salone che al primo piano copre longitudinalmente tutto lo spazio che va dalla facciata al retro del palazzo. Molte tra le sale principali del Palazzo - la Biblioteca, la Sala di Sebastiano Ricci, la Sala dei Disegni - che sono raccolte al piano nobile sono qui affacciate.
Nel periodo di massimo splendore, qui si potevano ammirare numerosi dipinti inseriti tra gli stucchi: nel 1738 si arrivava a contarne 105, su quattro file. Tra il 1774 e il 1780 tali dipinti vennero venduti e sostituiti con le quattro grandi tele di Andrea Urbani, attualmente presenti, che raffigurano paesaggi con decadenti rovine, scene di caccia e di vita mondana. Notevoli anche i sopraporte con figure allegoriche da lui realizzati a tempera.
Il lungo portego, arricchito da tre grandi lampadari in vetro di Murano, si affaccia sul Canal Grande attravero una quadrifora sormontata da quattro quadrilobi da cui filtra la luce della laguna, creando una suggestiva atmosfera di magia.
Andrea Urbani
L’attività pittorica del veneziano Andrea Urbani risaltò soprattutto nella decorazione di numerose ville venete. Lavorò a Udine, Padova e Venezia. A conferma della sua notevole fama, tra il 1760 e il 1763 fu chiamato a Pietroburgo, alla Corte di Russia, dove lavorò come pittore e scenografo.
Nel periodo di massimo splendore, qui si potevano ammirare numerosi dipinti inseriti tra gli stucchi: nel 1738 si arrivava a contarne 105, su quattro file. Tra il 1774 e il 1780 tali dipinti vennero venduti e sostituiti con le quattro grandi tele di Andrea Urbani, attualmente presenti, che raffigurano paesaggi con decadenti rovine, scene di caccia e di vita mondana. Notevoli anche i sopraporte con figure allegoriche da lui realizzati a tempera.
Il lungo portego, arricchito da tre grandi lampadari in vetro di Murano, si affaccia sul Canal Grande attravero una quadrifora sormontata da quattro quadrilobi da cui filtra la luce della laguna, creando una suggestiva atmosfera di magia.
Andrea Urbani
L’attività pittorica del veneziano Andrea Urbani risaltò soprattutto nella decorazione di numerose ville venete. Lavorò a Udine, Padova e Venezia. A conferma della sua notevole fama, tra il 1760 e il 1763 fu chiamato a Pietroburgo, alla Corte di Russia, dove lavorò come pittore e scenografo.




